Alternanza scuola e lavoro
L’alternanza scuola-lavoro, introdotta dalla legge 28 marzo 2003 n. 53, trova ampio spazio e particolare risalto nel riordino del II ciclo dell’istruzione, dove si evince che il principio ispiratore di tale scelta rimane l’idea che l’apprendimento non si realizza in ragione di un unico modello cognitivo. È comunque da sottolineare che l’intento di fondo continua ad essere quello di puntare ad accorciare la tradizionale distanza tra la scuola e la vita, tra la scuola e il mondo del lavoro. Con questa strategia si vuole promuovere un utilizzo consapevole e dotato di senso delle conoscenze.
Così come ribadito dalla nota ministeriale n. 2593 del 24/09/2010 a partire dall’anno scolastico 2010-2011 nelle quarte e nelle quinte classi funzionanti negli istituti professionali l’area di professionalizzazione viene sostituita, fino alla messa a regime del nuovo ordinamento, con 132 ore di attività in alternanza scuola-lavoro.
In particolare, i Regolamenti e le Linee guida degli istituti tecnici e professionali sottolineano l’importanza dell’esperienza diretta in azienda al fine dell’acquisizione delle competenze necessarie e qualificanti per il conseguimento dei titoli finali di studio, che corrispondono alle reali esigenze del mondo del lavoro e delle professioni.
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