Il POF

Leggi il POF dell’anno scolastico 2011-2012 – 52 pp. in PDF

Che cos’è il POF:

Il piano dell’offerta formativa (POF) esplicita l’azione progettuale della scuola autonoma.

-  il progetto nel quale si concretizza il complessivo processo educativo della scuola;
-  lo strumento in cui si integra coerentemente tutta la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che ciascuna singola scuola adotta nell’ambito della propria autonomia.
-  l’art. 3 del Regolamento sull’autonomia che ne traccia il profilo e ne stabilisce le caratteristiche: il POF rappresenta la carta d’identità  di ciascuna istituzione scolastica in quanto rispecchia, motivandole, le decisioni e gli impegni assunti dalla scuola per rendere concreto, nel proprio contesto specifico, quel passaggio dal “diritto allo studio” al “diritto all’apprendimento” che dà  significato e valore all’intero processo di trasformazione del nostro sistema scolastico.

Come si progetta:

Non esiste un modello di Piano “buono una volta per tutte”, ne un “indice burocratico” applicabile ai diversi contesti delle molte scuole italiane. Ogni istituto, coerentemente con la propria identità , ha un suo Piano e, assieme a questo, il suo modo per concepirlo e realizzarlo con efficacia.
Tuttavia alcuni aspetti del lavoro di elaborazione del Piano dell’offerta formativa possono essere condivisi dai docenti di tutte le istituzioni scolastiche.
Innanzitutto il senso della progettualità , che riprende, amplia e sviluppa il lavoro di programmazione già  svolto in precedenza dai docenti.
Tale lavoro consiste per di più nell’adattamento dei programmi ministeriali alla situazione delle singole classi per le quali i docenti fissano, ciascuno nell’ambito della propria materia di insegnamento, percorsi di svolgimento, obiettivi intermedi e finali, verifiche formative e conclusive. L’autonomia scolastica colloca l’attività  di programmazione didattica in un quadro rinnovato, caratterizzato, da una diversa suddivisione di ruoli tra scuole, enti locali e Stato.
Tale assetto definisce e articola i programmi scolastici in modo nuovo: il Ministero stabilisce, per le discipline e le attività  che rientrano nella quota nazionale dei diversi curricoli, gli obiettivi generali del processo formativo e gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni.
I contenuti indicati nei programmi ministeriali quindi coincidono con quelli “irrinunciabili”, con i fondanti di ogni disciplina, mentre i percorsi di studio sono concretamente costruiti dalla singola istituzione scolastica in base alle competenze in uscita, sia per le singole discipline sia per le aree di intersezione tra queste. Ciò pone i docenti nella condizione di ideare e pianificare interi curricoli flessibili e personalizzabili.
“Dove siamo”, “dove vogliamo arrivare”, “come è possibile arrivarci” sono gli interrogativi a cui una corretta impostazione deve dare risposta.
In altre parole il progetto può decollare solo se sono stati individuati obiettivi chiari e possibili (“dove vogliamo arrivare”); tuttavia l’identificazione dei traguardi non può prescindere da un’attenta ricognizione della situazione di partenza (“dove siamo”) e quindi delle attese e delle esigenze della singola comunità  scolastica (“cosa conta davvero nella nostra scuola”); a questo punto possono essere tracciate le piste di lavoro (“come è possibile arrivarci”) che portano alla realizzazione degli obiettivi stabiliti.
Ogni scuola adotta le modalità  più adeguate alle proprie peculiarità  per raccogliere dati oggettivi e opinioni personali sulla situazione di partenza. Essa dovrà comunque essere considerata almeno sotto quattro aspetti:
· situazione e bisogni del territorio
· situazione e bisogni dell’utenza
· situazione dell’istituzione scolastica
· punti di forza
- punti di debolezza
· indicatori di percorso
· situazione dei singoli alunni
· motivazione
· livello delle competenze
Importante che l’indagine metta in luce nodi critici e punti di forza dell’istituzione scolastica, perchè solo dal positivo confronto tra le due aree nascono i giusti stimoli alla progettazione. Lavorare per aree di miglioramento è la strategia più efficace per elaborare un buon Piano dell’Offerta Formativa.

POF 2011-2012

Tutto il POF in un documento PDF di 52 pagine

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