Tecnico Turistico

In un contesto economico-produttivo generale che evidenzia incessanti innovazioni tecnologiche e rapidi cambiamenti non solo nel campo del lavoro ma anche negli usi e costumi, ilità di ordine meramente esecutivo ed imponendo la necessità di acquisire grande flessibilità e capacità di adattamento, l’intervento formativo nel settore turistico deve porsi nell’ottica dell’innovazione e dell’approccio alla complessità in una dimensione di conoscenze e competenze non parziale, settoriale o puramente localistica, ma globale e sensibile alle molteplici influenze che interagiscono dinamicamente nella determinazione del fenomeno turistico.
L’evoluzione del prodotto turistico in termini di moltiplicazione delle opportunità e di segmentazione delle modalità di fruizione del prodotto stesso si accompagna ad un complessivo innalzamento dei livelli culturali: il che richiede operatori che non solo conoscano in modo approfondito le caratteristiche del fenomeno turistico nelle sue molteplici articolazioni, ma senso critico, di capacità di recepire il cambiamento e di adattarsi ad esso, di doti di concretezza di disponibilità e di interesse a comprendere le richiese e le esigenze che provengono dal mondo esterno.
In tale prospettiva la formazione di operatori del quadro intermedio di secondo livello, innestandosi direttamente sui risultati conseguiti nel triennio di qualifica nel profilo di "Operatore dell’impresa turistica" richiede:
A) IN TERMINI DI CONOSCENZE:
* un’ampia ed essenziale cultura di base storica, geografica, giuridico-economica, politica, artistica, ecc.;
* la conoscenza scritta e parlata di due lingue straniere; la consapevolezza del ruolo, delle articolazioni, delle implicazioni economiche del settore turistico;
* la conoscenza approfondita dei prodotti turistici, delle fasce di possibile utenza, dei modi per accrescere l’interesse e la fruibilità del prodotto senza snaturarlo; * la conoscenza degli elementi fondamentali della struttura organizzativa delle varie imprese turistiche;
* la conoscenza dei canali di commercializzazione e del marketing;
* la padronanza delle tecniche operative di base, con particolare attenzione all’utilizzo degli strumenti informatici;
B) IN TERMINI DI CAPACITÀ E DI COMPORTAMENTI:
* la capacità di leggere e di interpretare autonomamente eventi, problematiche, tendenze del mondo circostante;
* la padronanza dei mezzi espressivi e di comunicazione, parlati, scritti, telematici;
* buone capacità comunicative, non solo in termini di espressione linguistica (in italiano o nelle lingue straniere), ma anche di comunicazione non verbale;
* la flessibilità e la disponibilità al cambiamento;
* la capacità di impegnarsi a fondo per raggiungere un obiettivo;
* adeguate doti di precisione, attenzione, concentrazione;
* un comportamento improntato alla tolleranza, all’autocontrollo ed al senso della misura;
* la consapevolezza del proprio ruolo unita a doti di affidabilità.
La definizione delle abilità e dei requisiti professionali di base trova una specificazione ulteriore nell’identificazione dei profili relativi alle singole specializzazioni.
PREMESSA La dimensione raggiunta dalla evoluzione del turismo, che per il rapido divenire di modalità, concezioni ed interpretazioni stesse, è ormai da considerarsi “fenomeno”, necessita una rivisitazione attenta e puntuale di tutti i modi di essere e di operare nel campo dell’offerta turistica: una rivisitazione pensosa, soprattutto, di una elevata qualificazione del “fattore umano”, che sia capace di valorizzare ed esaltare le innovazioni tecnologiche. La nuova organizzazione e la nuova operatività, quale sicura risposta alla dinamica, mutevole e differenziata domanda.
È avvertito il bisogno di ben adeguate professionalità, capaci di apprestare e gestire, in maniera ottimale, una variegata offerta per le sempre più complesse esigenze del mondo turistico.
È quindi necessario interpretare e, ove possibile, prevedere tali esigenze, creando profili professionali nuovi, che consentano di guardare alle reali problematiche di gestione ed operative dell’azienda e dell’impresa turistica, donando maggiore importanza alla formazione con studi di adeguato livello e considerando le risorse umane un investimento piuttosto che un costo.
Alla domanda sempre più orientata verso modelli nuovi, spesso alternativi a quelli tradizionali, è da rispondersi in maniera nuova e diversificata: non solo attraverso un’accurata prestazione dei servizi, ma anche mediante il recupero e la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, che è sicuramente un prodotto turistico ancora sconosciuto in tutte le sue enormi potenzialità.
La situazione italiana evidenzia, in modo particolare, una notevole sfasatura fra il potenziale della domanda, orientata di per sé verso un patrimonio artistico e culturale unico al mondo e l’inadeguato livello qualitativo dell’offerta che sembra essere tuttora adagiata su di un’automatica rendita di posizione.
Il nodo degli anni a venire è rappresentato dall’esigenza di soddisfare tutti i bisogni nuovi, anche sofisticati, a mezzo di un decisivo miglioramento dell’offerta che è, inoltre, da ampliare e da razionalizzare.
Gli elementi dello scenario complessivo da prendere in considerazione nella definizione di un intervento formativo di rinnovamento sono essenzialmente:
* l’adeguamento quali/quantitativo delle strutture;
* le opportunità di un mercato in via di sviluppo (tenuto conto anche dell’incremento del ruolo pubblico nella politica infrastrutturale, delle campagne di disinquinamento, dei pacchetti di offerta città/territorio, dei nuovi prodotti posti sul mercato, dell’aumento della domanda di informazione e consulenza, ecc.);
* la coniugazione dei termini qualità e massa, punto di riferimento obbligato di ogni politica del turismo che voglia superare la fase di puro soddisfacimento della domanda “naturale” ed orientarsi sulla strada della qualificazione dell’offerta.
Nel settore turistico, considerato nel suo complesso in una prospettiva di rinnovamento, sembra di poter individuare tre grandi aree di produzione dei servizi che possono rappresentare l’ambito di riferimento obbligato dell’intervento formativo integrato per figure professionali di livello medio-alto:
1) individuazione e vendita del prodotto turistico, con particolare riferimento a quello esterno al territorio;
2) valorizzazione e vendita del prodotto turistico esistente sul territorio, prevalentemente attraverso un servizio rivolto alla persona;
3) valorizzazione dei servizi turistici attraverso la preparazione e l’organizzazione del prodotto turistico ed il controllo della sua rilevanza in termini economici.
Per un’opportuna semplificazione delle tipologie prevalenti di destinazione occupazionale, si ritiene di poter ricondurre tali aree, rispettivamente, alle seguenti attività:
1) impiego nell’agenzia di viaggi (area del turismo outgoing);
2) impiego nell’azienda turistica ricettivista e di promozione (area del turismo incoming);
3) impiego con funzioni di programmazione e compiti di supporto alle attività direzionali (assistant manager);
Tali attività riassumono, per grandi linee, la molteplicità delle figure professionali individuabili in campo turistico nelle funzioni di livello intermedio.
Al primo comparto infatti può essere ricondotto tutto il vasto ambiente professionale di chi opera nelle agenzie di viaggi, ivi compresa la funzione di accompagnamento nei viaggi esterni al territorio.
Al secondo comparto va riferita una variegata pluralità di figure che svolgono attività di guida turistica, interpretariato ai fini turistici, di accompagnamento nei viaggi organizzati sul territorio, figure che, tradizionalmente presenti nel settore, sono oggi soggette ad una nuova disciplina normativa disposta dalle Regioni con l’obbligo di sostenere l’esame per l’esercizio della professione. Sempre a questo settore peraltro riferito l’impiego del personale di terra e di volo delle compagnie aeree, di navigazione, delle FF.SS e delle grandi Società di trasporto passeggeri su gomma, unitamente a quello di figure di più recente formazione come quelle congressuale, dell’assistente per il turismo sociale, dell’animatore turistico, del consulente per la fruizione dei beni culturali ed ambientali, ecc.
Il terzo comparto, infine, è essenzialmente costituito da operatori di marketing, assistenti di direzione e di programmazione, di personale che in prospettiva è destinato ad assumere funzioni di carattere direttivo (ad es.: direttore tecnico di agenzia) e/o imprenditoriale (ad es. tour operator).
Area professionalizzante: 600 ore in due anni delle quali 360 di teoria e 240 di stage in azienda
Quadro orario del corso di studio:
| Materie Area comune: | Classe 4ª | Classe 5ª |
| Italiano |
4
|
4
|
| Storia |
2
|
2
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| Prima Lingua Straniera |
3
|
3
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| Matematica ed informatica |
3
|
3
|
| Educazione Fisica |
2
|
2
|
| Religione |
1
|
1
|
| Materie Area di indirizzo: | ||
| Seconda Lingua straniera |
3
|
3
|
| Tecniche di comunicazione |
2
|
2
|
| Storia dell’arte |
2
|
2
|
| Economia aziendale |
6
|
6
|
| Geografia turistica |
2
|
2
|
| Tecnica dei servizi di ricevimento |
3*
|
3*
|
| Totale ore |
30
|
30
|
*Il docente di tecnica dei servizi di ricevimento svolge 2 ore in copresenza con il docente di economia e 1 ora con il docente di tecniche di comunicazione.





















